Rispetto alle dimensioni del corpo, la cavità toracica è più piccola, così come il cuore; la frequenza cardiaca a riposo è di 180-250 battiti al minuto.

la cavità addominale viene separata dal torace tramite il diaframma, un muscolo respiratorio.

Lo stomaco è abbastanza voluminoso e funge da “magazzino”: è sempre pieno di cibo e a causa della struttura anatomica i conigli non sono in grado di vomitare.

Il percorso continua nell’intestino tenue, che è lungo e sottile con la funzione di assimilare fruttosio e le proteine.

L’intestino crasso, che si suddivide in colon e cieco, quest’ultimo molto sviluppato, rappresenta l’organo che occupa la maggior parte della cavità addominale.

Il cieco è una struttura a fondo cieco che si diparte dalla giunzione tra intestino tenue e colon.

Il colon presenta delle bozzellature, chiamate austre, che hanno la funzione di separare le particelle più piccole da quelle più grandi (ad esempio la fibra) degli alimenti non assimilate dall’intestino tenue e giunte intatte nel colon.

Le particelle più grandi escono più velocemente dall’organismo sotto forma di palline dure di feci, mentre le particelle più piccole vengono rimandate indietro ed entrano nel cieco, dove l’alimento viene digerito una seconda volta anche a opera dei batteri che vi risiedono (fermentazione) e che producono molte sostanze nutritive tra cui le vitamine del gruppo B.

Il contenuto del cieco viene poi espulso sotto forma di ciecotrofo, un particolare tipo di feci di consistenza tenera e di colore verde ricoperte di muco, che ha la funzione di proteggere i batteri del ciecotrofo dall’azione dei succhi gastrici in modo che continuino il processo di fermentazione.

Il coniglio ingerisce il ciecotrofo direttamente dall’ano, potendo così recuperare le sostanze nutritive di cui è ricco (coprofagia).3

Affinché il suo apparato digerente funzioni correttamente, è indispensabile che la dieta sia ricchissima di fibra, essenziale per mantenere la motilità gastrointestinale che altrimenti tenderebbe a cessare causando blocchi intestinali.

 

 

 

 

 

 

Bibliografia: “Il coniglio nano” di Marta Avanzi, De Vecchi Editore

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