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Parto: cose da sapere per far star bene mamma coniglia e piccoli.

Le coniglie non hanno un vero e proprio calore, ma sono sessualmente recettive tutto l’anno, perchè l’ovulazione è indotta dal coito.

La femmina diventa matura sessualmente all’età di 6 mesi ed a 8 mesi per il maschio e la gravidanza dura circa 28-31 giorni. L’età media della pubertà è di 10-14 settimane (sia per il maschio sia per la femmina).

Per il parto la prima cosa da sistemare è la gabbia: deve essere abbastanza grande da ospitare la coniglia con i piccoli. A questa va aggiunto il nido, spesso basta una scatola di legno, con un foro per l’entrata.

Ovviamente se il nido collocato all’interno della gabbia quest’ultima deve essere sufficiente, grande per non togliere spazio vitale all’animale.

Per foderarlo la femmina utilizza della paglia, che le forniremo un paio di settimane dopo l’accoppiamento, oltre al pelo che si strappa dal ventre, così facendo scopre meglio i capezzoli e rende morbido e caldo il nido.

Le coniglie sono molto prolifiche, possono arrivare fino a 12 cuccioli a parto. Bisogna ricordare che le coniglie, al primo parto, possono dare alla luce anche coniglietti morti.

Anche i conigli possono avere delle false gravidanze. I segnali invece più sicuri dell’avvenuto accoppiamento sono l’ingrossamento del ventre e l’indurimento dei capezzoli.

Per l’accoppiamento il modo più naturale per permettere agli animali di corteggiarsi è di consentirli la libera uscita in casa. In caso contrario è sempre meglio mettere la femmina nella gabbia del maschio e non viceversa.

Durante il periodo della gestazione bisogna trovare una collocazione definitiva alla gabbia che non va più spostata; in caso contrario la femmina potrebbe risentirsi e abbandonare il nido.

I coniglietti aprono gli occhi al 10° giorno di età e a 12-14 giorni imparano ad uscire dal nido. La temperatura ambiente deve favorire l’uscita dei cuccioli dal nido. Si consigliano 18-20°C evitando di scendere sotto i 15°C.

Lo svezzamento avviene tra il 30° e il 40° giorno d’età. L’alimentazione deve essere sana e la più varia possibile: verdure fresche e asciutte, fino di qualità, frutta, niente pomodoro (provoca acidità di stomaco), ne agrumi.

Un’integrazione a questo tipo di alimentazione è data dai pellet, complessi vitaminico-minerali, ma attenzione a non somministrare semi e cereali.

ATTENZIONE a non cambiare in modo brusco l’alimentazione!

L’acqua deve essere fresca ma non eccessivamente, va tenuto presente che il coniglio non beve molto frequentemente e gli abbeveratoi devono essere sempre puliti.

La coprofagia inizia verso la terza settimana.

 

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