Subito dopo i cani, i gatti e pesciolini rossi, arrivano i conigli nani nella hit parade degli animali domestici più diffusi. Secondo i dati Eurispes 2004 , gli italiani ne  ospitano più di 1.000.000 esemplari tallonati da vicino dalle  tartarughe d’acqua dolce, da 500.000 roditori, 50.000 iguane, 20.000 pappagalli, 10.000 serpenti e circa 500.000 di altri animali esotici.
Ma un tale numero di presenze lapine nelle famiglie si accompagna inesorabilmente al gravoso problema dell’abbandono, piaga dei nostri tempi in cui ci si annoia facilmente degli impegni presi in maniera superficiale e magari solo per non dire “no” al bambino. E allora già  da quattro anni l’associazione AmiConiglio ha dato il via ad un progetto di chippartura e registrazione di tutti gli animali abbandonati che ha dato in adozione, formando una banca dati dell’associazione comprendente centinaia di conigli. “Ma è pur sempre una azione limitata – spiega Sabrina Nocente vice presidente di AmiConiglio – e quindi, in attesa che sia la legge ad imporre l’obbligo di registrazione all’anagrafe, abbiamo dato il via ad una iniziativa pubblica mettendo gratuitamente a disposizione di tutti il form www.anagrafelapina.it da compilare che permette di censire i conigli. E’ aperto a privati , veterinari ed associazioni”. Microchippare un coniglio è importante per tutelare l’animale, ma è anche per dare al coniglio l’identità  di un animale d’affezione, e preservare l’ambiente urbano dagli incivili atti di abbandono.

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